lunedì 9 marzo 2026

Furio Chirico's The Trip / Atlantide 2025

Furio Chirico's The Trip / Atlantide 2025 


 (Ma.ra.cash Records / 2025)

Sgomberiamo subito il campo da possibili fraintendimenti; non si tratta di un’operazione nostalgica, non è un sequel e neppure una ripetizione. Atlantide 2025 nasce come rilettura contemporanea di Atlantide, uno dei manifesti del progressive italiano dei primi anni ’70, ma sceglie consapevolmente di non vivere di riflesso. Nel 1972 il trio composto da Joe Vescovi, Arvid Andersen e Furio Chirico trasformava I Trip in una creatura prog visionaria, dopo gli esordi beat e psichedelici segnati anche dalla presenza di Ritchie Blackmore. Quel passaggio segnò uno scarto identitario netto: meno influenza britannica di maniera, più ambizione strutturale, più tensione concettuale. Oggi, a oltre cinquant’anni di distanza, l’unico membro sopravvissuto di quella stagione torna su quel materiale non per celebrarlo, ma per interrogarlo. E le parole sono chiare: “Il mondo non è cambiato dal 1972. Anzi, è solo peggiorato. Siamo solo diventati più arrabbiati.” Questa rabbia, più matura e meno idealista, attraversa l’intero album. L’impianto ricalca quello dell’opera originale, ma la scrittura e in particolare gli arrangiamenti puntano su un impatto più diretto e muscolare. Le parti di chitarra assumono un ruolo più incisivo, la sezione ritmica è più compatta, meno dilatata rispetto alle soluzioni tipicamente settantiane. L’apertura con “Ouverture 2025”, brano inedito dedicato a Joe Vescovi, è una dichiarazione programmatica: non semplice citazione, ma atto di continuità spirituale. È un ponte emotivo tra due epoche, non un esercizio di filologia prog. Laddove l’Atlantide del 1972 era figlia di un’utopia ancora in costruzione, qui il clima è più disilluso. Il senso di déjà vu evocato dal concept non è solo musicale, ma storico: la sensazione che nulla sia davvero cambiato, se non la consapevolezza. Elemento di grande valore è il mini doc-film incluso, accessibile tramite QR code e passcode. Si tratta di circa 17 minuti di materiali inediti del 1972 che mostrano il trio al lavoro nella leggendaria Villa Rosso, tra registrazioni, momenti di vita quotidiana e interviste d’epoca. Non è un semplice extra: è una chiave interpretativa. Vedere quei frammenti oggi permette di cogliere meglio il senso di questa nuova operazione. Non si tratta di archeologia musicale, ma di continuità culturale. Va ricordato che Furio Chirico non è solo memoria storica dei Trip, ma anche fondatore degli Arti & Mestieri, realtà che ha portato la ricerca ritmica e tecnica del prog italiano verso territori ancora più sofisticati. In Atlantide 2025, pubblicato prima in Giappone e più di recente in Europa, questa doppia anima si percepisce: da un lato l’eredità sinfonica, dall’altro una maggiore solidità strutturale ed un controllo dinamico più moderno. Il gruppo, che si appresta ad affrontare alcune date in Giappone a fine aprile, è composto da: Furio Chirico (battera e percussiuoni); Paolo "Silver" Silvestri (tastiere); Giuseppe "Gius" Lanari (basso e voce), ora sostituito da Alessio Trapella e Marco Rostagno (chitarre). Non è questione di confrontarlo con il 1972 sul piano romantico. Va ascoltato oggi. È un disco che dialoga con la propria storia senza farsi schiacciare dal peso del mito. È meno ingenuo, più consapevole, forse più duro. E proprio per questo necessario.

Tracklist:  Ouverture 2025; Atlantide; Evoluzione; Leader; Energia; Ora X; Analisi; Distruzione; Il Vuoto; Coral (bonus track per la versione giapponese)



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