sabato 20 giugno 2026

Bernardo Lanzetti - Inseguendo il Maestro

 Bernardo Lanzetti - Inseguendo il Maestro

(Nar Internazional distr. Warner - 2026) 

Ci sono artisti che, raggiunta una certa età anagrafica e professionale, tendono a vivere di rendita, riproponendo formule consolidate ed affidandosi alla nostalgia. Bernardo Lanzetti appartiene invece a quella ristretta categoria di musicisti che continua a considerare la musica come un percorso di ricerca. Inseguendo il Maestro ne è l'ennesima dimostrazione. Parlare di Lanzetti significa ripercorrere una parte importante della storia del rock progressivo italiano. Dagli Acqua Fragile all'inizio degli anni '70 alla PFM per poco menio di un lustro alla fine di quel decennio, passando per collaborazioni prestigiose, progetti solisti e sperimentazioni vocali, il cantante di Casalmaggiore ha sempre seguito una strada personale, spesso controcorrente. Questo nuovo lavoro, pubblicato lo scorso 28 maggio, dopo oltre cinquant'anni di attività e ventitré album all'attivo, non rappresenta un punto d'arrivo ma piuttosto una nuova tappa di un viaggio artistico ancora sorprendentemente vitale. Il titolo dell'album racchiude perfettamente il senso dell'opera. Inseguendo il Maestro non è un omaggio nostalgico né un esercizio di stile, ma una riflessione sul rapporto tra tradizione e innovazione. 

Lanzetti sembra suggerire che la vera originalità non nasce dalla rottura con il passato, ma dalla capacità di dialogare con esso, assimilarne gli insegnamenti e trasformarli in qualcosa di personale. Musicalmente il disco si muove con grande libertà tra cantautorato evoluto, rock d'autore, venature progressive e raffinate soluzioni armoniche. La scrittura appare particolarmente curata e mette in evidenza un equilibrio riuscito tra melodia e contenuto testuale. Le parole hanno un peso specifico importante, ma non soffocano mai la componente musicale, che resta ricca di sfumature e dettagli. La title track apre il lavoro con un manifesto programmatico che introduce immediatamente l'ascoltatore nel mondo poetico dell'album. Amato Canto conferma la centralità della melodia, mentre Boom Boomer affronta con intelligenza e ironia temi generazionali evitando facili stereotipi. Quanti Baci e Brandelli mostrano invece il lato più introspettivo e lirico dell'autore, evidenziando una sensibilità narrativa che negli anni si è fatta sempre più matura. Particolarmente interessante è la presenza di Non Andare e Ombre in Attesa, due composizioni già interpretate da Ornella Vanoni e qui riproposte in nuove versioni. 

Non si tratta di semplici ripescaggi dal repertorio, ma di riletture che acquistano una nuova prospettiva attraverso la voce del loro autore, inserendosi con naturalezza nel contesto del disco. 
La chiusura affidata a Sono le Parole e Un Salto nel Buio appare significativa: da una parte la centralità del linguaggio come strumento espressivo, dall'altra il coraggio di continuare a rischiare artisticamente, anche dopo una carriera tanto lunga e prestigiosa. Sul piano esecutivo il livello è elevato. La presenza di musicisti esperti ed affiatati, oltre alla voce ed alla chitarra di Lanzetti, come i batteristi Tommy Bardascio, Raffaele Contorni, Giovanni Massari e Lele Melotti; del bassista, percussionista e corista Dario Mazzoli; dei chitarristi Fabrizio "Bicio" Leo, Marco Vecchio e Luca Verde; dei tastieristi Antonio Benetto, Roberto Minetti e Nicola Manniello; il sax di Giancarlo Porro; i fiati di Sebastiano Maretti, Paolo Raineri  Mauro Vermigli; le percussioni di Alberto Callegari e Giovanni Massari e i cori di Wilma Milani e Marco Vecchio, contribuisce a costruire un impianto sonoro ricco ma sempre funzionale alle canzoni. 

Le chitarre, comprese quelle dello stesso Lanzetti, si alternano tra accompagnamento ed interventi più caratterizzanti; le tastiere arricchiscono gli arrangiamenti senza appesantirli; la sezione ritmica garantisce solidità e dinamismo. Molto efficace è anche il contributo dei fiati, che in diversi passaggi aggiungono colore e profondità. La produzione di Dario Mazzoli e Bernardo Lanzetti punta sulla valorizzazione delle composizioni piuttosto che sull'effetto immediato. Il risultato è un album che richiede ascolti ripetuti per essere pienamente apprezzato, rivelando progressivamente dettagli, sfumature e connessioni tra testi e musica. 

La voce di Lanzetti resta naturalmente il tratto distintivo dell'intero progetto. Da sempre divisiva per alcuni e affascinante per molti altri, conserva quella personalità unica che ha contribuito a renderlo uno degli interpreti più riconoscibili del panorama italiano. Oggi forse meno aggressiva rispetto agli anni della PFM, ma più consapevole e funzionale alla dimensione narrativa delle canzoni. Inseguendo il Maestro è un album che non cerca scorciatoie commerciali e non rincorre le mode del momento. È il lavoro di un artista che continua ad interrogarsi sulla musica, sulle parole e sul significato stesso della creazione artistica. Un disco elegante, colto ma accessibile, che conferma come Bernardo Lanzetti abbia ancora molto da dire e, soprattutto, nuove strade da percorrere. Per chi segue da anni il suo percorso rappresenta una conferma di grande valore; per chi si avvicina oggi alla sua musica può essere un ottimo punto di partenza per scoprire uno dei protagonisti più originali e coerenti della scena musicale italiana.

Tracklist: Inseguendo il Maestro; Amato canto; Non andare; Boom boomer; Quanti baci; Brandelli; Mai dire mai; Ombre in attesa; Sono le parole; Un salto nel buio


 
-------------------------------------------------------------------------------------------------- ENGLISH VERSION

There are artists who, once they reach a certain age and career, tend to live off their wealth, rehashing tried-and-true formulas and relying on nostalgia. Bernardo Lanzetti, however, belongs to that select group of musicians who continue to view music as a journey of discovery. "Following the Maestro" is yet another example of this. Talking about Lanzetti means retracing an important part of the history of Italian progressive rock. From Acqua Fragile in the early 1970s to PFM for just under five years at the end of that decade, through prestigious collaborations, solo projects, and vocal experimentation, the singer from Casalmaggiore has always pursued a personal, often unconventional, path. This new work, released last May 28th, after over fifty years of activity and twenty-three albums, represents not a point of arrival but rather a new stage in a still surprisingly vibrant artistic journey. The album's title perfectly encapsulates the meaning of the work. Chasing the Master is neither a nostalgic homage nor an exercise in style, but a reflection on the relationship between tradition and innovation.

Lanzetti seems to suggest that true originality comes not from breaking with the past, but from the ability to engage with it, assimilate its lessons, and transform them into something personal. Musically, the album moves with great freedom between evolved singer-songwriter style, auteur rock, progressive influences, and refined harmonic solutions. The songwriting appears particularly refined and highlights a successful balance between melody and lyrical content. The lyrics carry significant weight, yet never overwhelm the musical component, which remains rich in nuance and detail. The title track opens the album with a programmatic manifesto that immediately introduces the listener to the album's poetic world. "Amato Canto" confirms the centrality of melody, while "Boom Boomer" intelligently and ironically addresses generational themes while avoiding facile stereotypes. "Quanti Baci e Brandelli" instead showcase the author's more introspective and lyrical side, highlighting a narrative sensibility that has become increasingly mature over the years. Particularly interesting is the presence of Non Andare and Ombre in Attesa, two compositions already performed by Ornella Vanoni and here proposed in new versions.

These aren't simple repertoire selections, but reinterpretations that gain a new perspective through the voice of their author, fitting naturally into the context of the album. The closing performances of Sono le Parole and Un Salto nel Buio seem significant: on the one hand, the centrality of language as an expressive tool, on the other, the courage to continue taking artistic risks, even after such a long and prestigious career. The performance level is high. The presence of experienced and well-matched musicians, in addition to Lanzetti's voice and guitar, includes drummers Tommy Bardascio, Raffaele Contorni, Giovanni Massari, and Lele Melotti; bassist, percussionist, and backing vocalist Dario Mazzoli; guitarists Fabrizio "Bicio" Leo, Marco Vecchio, and Luca Verde; keyboardists Antonio Benetto, Roberto Minetti, and Nicola Manniello; saxophonist Giancarlo Porro; wind instruments Sebastiano Maretti, Paolo Raineri, and Mauro Vermigli; the percussion of Alberto Callegari and Giovanni Massari and the backing vocals of Wilma Milani and Marco Vecchio, contribute to building a rich but always functional sound system for the songs.

The guitars, including Lanzetti's own, alternate between accompaniment and more distinctive elements; the keyboards enrich the arrangements without weighing them down; the rhythm section ensures solidity and dynamism. The wind instruments also contribute highly effectively, adding color and depth in several passages. Dario Mazzoli and Bernardo Lanzetti's production focuses on enhancing the compositions rather than on immediate impact. The result is an album that requires repeated listening to be fully appreciated, progressively revealing details, nuances, and connections between lyrics and music.

Lanzetti's voice remains the defining characteristic of the entire project. Divisive to some and captivating to many others, it retains the unique personality that has helped make him one of the most recognizable performers on the Italian music scene. Today, perhaps less aggressive than in the PFM years, but more aware and functional to the narrative dimension of his songs. Inseguindo il Maestro is an album that doesn't seek commercial shortcuts or chase passing trends. It's the work of an artist who continues to question music, words, and the very meaning of artistic creation. An elegant, cultured yet accessible album, it confirms that Bernardo Lanzetti still has much to say and, above all, new paths to explore. For those who have followed his career for years, it represents a valuable confirmation; for those new to his music, it can be an excellent starting point for discovering one of the most original and consistent figures on the Italian music scene.

Tracklist: Inseguendo il Maestro; Amato canto; Non andare; Boom boomer; Quanti baci; Brandelli; Mai dire mai; Ombre in attesa; Sono le parole; Un salto nel buio 

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Bernardo Lanzetti - Inseguendo il Maestro

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