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martedì 21 ottobre 2025

Caravaggio - We all we are

 Caravaggio - We all we are

Caravaggio - We all we are

(Ma.ra.cash. Records - 2025)

C’è qualcosa che sorprende quando una band riesce a prendere il prog, con tutta la sua storia e le sue regole non scritte, e lo porta su un terreno nuovo, fresco, vivo. È quello che han fatto i Caravaggio con il debutto omonimo del 2022 e che tornano a proporre in We All We Are: un disco che non si limita a “fare” progressive, ma lo reinventa con un’anima profondamente mediterranea.

Il suono è un mosaico: la chitarra elettrica dialoga con fisarmonica, bouzouki, mandolino, scacciapensieri e nacchere. Elementi che di solito si associano alle tradizioni popolari qui diventano protagonisti, intrecciandosi con rock, world music e vibrazioni hard. Non c’è nulla di artificiale, anzi: tutto scorre in maniera naturale, e ti ritrovi trascinato dentro paesaggi sonori che hanno il sapore della terra e del mare.

I musicisti impegnati sono: Vittorio Ballerio, voce; Fabio Troiani, chitarra, composizioni ed arrangiamenti; Serhan Kazaz, chitarra, bouzouki e voce; Stefano Spitale, fisarmonica; Piero Chiefa, basso ed Alessio Del Ben, batteria.

La band osa anche nella scrittura: accordi stranianti, melodie etniche, passaggi jazz, tempi dispari che spezzano e rilasciano la tensione. Eppure, nonostante la complessità, i brani restano accessibili, comunicativi. È questo che colpisce: la capacità di tenere insieme ricerca e immediatezza, cervello e cuore.

Il concept non è da meno. We All We Are nasce come riflessione sulla crisi della partecipazione democratica, un tema che ci riguarda da vicino. I Caravaggio ci raccontano di un potere che non ha più bisogno di imporsi con la forza, perché riesce ad ottenere consenso dalle stesse persone che limita. È un messaggio forte, che pone una domanda scomoda: è davvero irreversibile questo processo, o possiamo ancora ritrovarci uniti, come una forza collettiva capace di cambiare le cose?

Alla fine del disco, resta la sensazione che il prog non sia affatto “vecchio” o rinchiuso in se stesso. Con We All We Are, i Caravaggio dimostrano che questo "non genere" può ancora essere terreno di libertà, creatività e pensiero critico. Una prova convincente, da ascoltare e riascoltare, scoprendo ogni volta nuove sfumature.

Ascolta We all we are su Spotify

Tracklist: Isolation; Rejoice; In the place where I was born;  We all we are; Controversial; White lies on our black tongues; Behind the mask, part. 1; Behind the mask, part. 2; Divine comedy tarantella



 

martedì 7 ottobre 2025

Codice C - Boom

 Codice C - Boom


  Codice C - Boom

(Ma.Ra.Cash. Records - 2025)

Prog visionario e contaminazioni robuste

A quattro anni dal debutto omonimo, i Codice C tornano con Boom, un titolo che è tutto un programma. Pubblicato da Ma.ra.cash Records l’album segna una nuova tappa nel percorso del progetto nato nel 2020 per volontà di Gianluca Capitani (batteria) e Danilo Cherni (tastiere), due nomi di peso del panorama musicale italiano.

Cherni – già attivo con Fluido Rosa, Goblin Rebirth e Avviso di Sfratto – e Capitani – che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Steve Vai, Robben Ford, Nada e gli stessi Goblin Rebirth – costruiscono con Boom un viaggio sonoro che alterna atmosfere rarefatte a impatti sonori decisi, dove il rock sinfonico si sposa con suggestioni prog europee e guizzi di fusion contemporanea.

Il nucleo stabile del gruppo si arricchisce della presenza carismatica di Andrea Casali (voce e basso) e Giacomo Anselmi (chitarre), a cui si affiancano numerosi ospiti di pregio: Maurizio Perfetto (chitarre), Frank Marino e Roberta Lombardini (voci), Matteo Arisi (basso) e Roberta Palmigiani (viola e violino). Proprio la voce evocativa della Lombardini chiude l’album nella delicata e intensa Your Stuff.

Il disco si snoda attraverso nove tracce in cui tempi dispari, melodie oniriche e passaggi strumentali elaborati convivono in perfetto equilibrio. Il suono è al tempo stesso corposo e raffinato, tecnico ma mai freddo: ogni brano è il frammento di un mosaico emotivo che esplora l’amore in tutte le sue forme, tema centrale del concept.

Un valore aggiunto è dato dai testi, in parte affidati a tre poetesse provenienti dal nord, centro e sud Italia – Raffaella Ferrari, Federica Gallotta e Lucia Ferrara – che impreziosiscono la narrazione con una scrittura profonda e sensibile.

Tra le tracce spiccano l’apertura ipnotica di Double Bind, la title track Boom che sintetizza l’anima del disco, la spinta funk-rock di Get It e l’introspezione malinconica di Thousand Years. Con Boom, i Codice C confermano la loro vocazione per un progressive contaminato ed accessibile, capace di unire ricerca sonora e intensità emotiva, tecnica e passione.

Un lavoro maturo, coinvolgente, da scoprire con attenzione, perché dietro ogni nota si cela una visione.

Ascolta Boom su Spotify 

Tracklist: Double bind; Boom; Get it; Sexual impulses; Strong and convinced; Body storm; Thousand years; My name; Your stuff

 

martedì 30 settembre 2025

Wilson Project - Atto primo

 Wilson Project - Atto primo

Wilson Project – Atto Primo

(Ma.Ra.Cash Records - 2025)

L’opera lirica incontra il progressive: una sinergia emotiva e visionaria

Con Atto Primo, i Wilson Project compiono un passo audace e ispirato, portando la teatralità dell’opera lirica al centro della narrazione musicale, filtrata attraverso la sensibilità e la libertà del rock progressivo contemporaneo. Un titolo emblematico che apre, idealmente, un nuovo ciclo artistico per la band, ma anche un lavoro concepito come un atto scenico in musica, dove emozione, dramma e immaginazione si fondono.

Il gruppo – composto da Stefano Rapetti (basso, voce), Annalisa Ghiazza (voce, aerofoni), Andrea Protopapa (tastiere, voce) e Mattia Pastorino (batteria, voce) – riafferma con questo secondo album la propria capacità di coniugare radici e visione, tradizione e sperimentazione. Dopo il riuscito esordio con Il viaggio da farsi (2022), concept ambientato in un’utopia marziana, la band alza l’asticella creativa e costruisce un affresco musicale ambizioso, dove ogni brano prende ispirazione da un capolavoro dell’opera lirica, non per replicarne lo stile, ma per reinterpretarne l’essenza emotiva, ricreandone la forza scenica attraverso le strutture fluide del prog.

Atto Primo si presenta come un viaggio sonoro raffinato e ricco di suggestioni, in cui la componente melodica convive con momenti più sperimentali, passando da atmosfere sinfoniche a tensioni quasi cinematiche. Le tracce – sei, per un totale di quasi un’ora di musica – sono variegate e ricche di dinamiche interne. L’apertura strumentale Ouverture introduce l’ascoltatore nel clima dell’opera, seguita dalla potente Taiji, che sviluppa un equilibrio tra armonie orientali e tensione drammatica. Bolshoi richiama con eleganza le atmosfere del balletto russo, mentre Ragnarok, con i suoi quasi 13 minuti, è un vero e proprio affresco epico che fonde mitologia nordica e struttura progressive classica. A seguire, Nihonga dipinge paesaggi sonori delicati e quasi impressionisti, per poi lasciare spazio a Duat, la traccia conclusiva, intensa e stratificata, che affonda nelle atmosfere misteriose dell’Antico Egitto.

La band dimostra una grande coesione esecutiva ed una cura per gli arrangiamenti che si traduce in una musica che non rincorre la nostalgia ma dialoga con essa, rinnovandola. Le influenze sono chiare – PFM, Banco, Genesis, ELP – ma rilette con uno stile personale che ha già portato i Wilson Project ad esibirsi sui palchi più prestigiosi della scena prog italiana ed internazionale: dal 2Days Prog + 1 di Veruno, all’apertura dei concerti di Le Orme, New TrollsPFM.

Con Atto Primo, i Wilson Project ci consegnano un’opera viva, intensa, colta ed accessibile al tempo stesso, capace di coinvolgere l’ascoltatore in un’esperienza immersiva e multisensoriale. Un disco che si ascolta, si immagina, e forse si guarda con gli occhi della mente. 

Ascolta Atto primo su Spotify 

TracklistOuverture; Taiji; Bolshoi; Ragnarok; Nihonga; Duat

 



 

 

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