Elisa Montaldo - Looking back - moving forward
A poca distanza dalla pubblicazione de Il fascino dell’insolito (dedicato alla riproposizione in chiave moderna dei temi principali di alcuni tra gli sceneggiati televisivi del mistero degli anni settanta), e dall’esperienza parallela di Albus Diabolus, la
cantautrice e polistrumentista Elisa Montaldo torna con un nuovo
lavoro di inediti dal titolo eloquente: Looking back - moving
forward.
Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti e
racchiude perfettamente il senso di questo nuovo capitolo
discografico solista. Quattordici brani, oltre un’ora di musica,
un’opera ampia e ambiziosa in cui Elisa fa (quasi) tutto da sola:
voci, tastiere, pianoforti, sintetizzatori, strumenti acustici ed
elettronici, suoni ed effetti. Il risultato non è un esercizio di
stile, ma un flusso coerente e sorprendentemente omogeneo, nonostante
la varietà di linguaggi attraversati: ambient, progressive,
psichedelia, elettronica, folk non convenzionale, suggestioni da colonna sonora e visioni quasi new age, senza scivolare nel già sentito.
Al suo fianco troviamo collaboratori di
altio profilo: Mattias Olsson alla batteria e percussioni
(presenza ormai stabile nel mondo sonoro della cantautrice), Giacomo Castellano alla chitarra elettrica (di recente con la PFM), Carmine Capasso (chitarre,
theremin, santur e sitar), Carlo Guardamagna (basso e chitarra),
Barbara Rubin (voce e viola, una collaboratrice storica) e Francesco Ciapica, la cui voce torna più volte a intrecciarsi con quella di
Elisa in modo decisivo. Il disco è stato anticipato dal singolo Al di
là delle idee, unica traccia in italiano, una ballata per piano elettrico e voce di rara eleganza e intensità emotiva.
Ma Looking back - moving forward non è
semplicemente un nuovo capitolo: è una soglia. Dietro ci sono
Fistful of Planets (2015), Dévoiler (2020) e Fistful
of Planets 2 (2021). Dieci anni di musica e di vita che qui
trovano una sintesi. Non a caso riaffiorano melodie già ascoltate,
come echi di un passato che non viene rinnegato, ma trasformato. Il cuore concettuale del disco è la suite The
Dreamcore bubble: sei tracce
strumentali consecutive che formano una lunga parentesi onirica, uno
spazio liminale in cui il tempo sembra sospendersi. Musica pensata
per perdersi, per lasciarsi andare, per ascoltare anche ciò che
normalmente resta in silenzio.
Una colonna sonora per i pensieri, o
per “ricordi perduti di un robot”, come suggerisce la stessa
Elisa. La title track riporta infine alla coscienza,
ricucendo immaginazione e realtà e dando senso all’intero viaggio:
guardare indietro per poter davvero andare avanti. E’ un disco che chiede d'essere ascoltato nella
sua interezza.
Ma oltre a quanto accennato in precedenza al suo
interno segnaliamo almeno Alone or not, un vero mottetto
profano costruito su una cattedrale di voci, e Looking back –
Moving Forward, vertice emotivo del lavoro grazie al dialogo
vocale tra Elisa Montaldo e Barbara Rubin, con Francesco Ciapica a
rafforzare ulteriormente l’impatto. Un album ispirato, maturo, visionario. Un invito
all’ascolto attento e alla riflessione; da non perdere.
Ascolta su Bandcamp Looking back, moving forward
Tracklist : Raining solitude; Still Floating / we
didn’t waste time; Alone or not (modern vampire); The Bunyan Effect; You’re with me; Al di là
delle idee; Northern Woods; "The Dreamcore bubble" (Out of the cold white desert; 1941 the
path; Pastel markers; 30 January; Wesak
(LoFi version); Watermelon in Easter hay); Looking
back, moving forward