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giovedì 12 marzo 2026

Lorenzo Tucci / Love songs from Abruzzo

 Lorenzo Tucci / Love songs from Abruzzo


 (Jando Music / Via Veneto jazz - 2026)

Ci sono dischi che nascono da un’idea musicale e altri che nascono da una memoria. Love Songs from Abruzzo, il nuovo lavoro del batterista Lorenzo Tucci, appartiene decisamente alla seconda categoria: un progetto che affonda le radici nella tradizione popolare abruzzese e la riporta alla luce attraverso il linguaggio aperto e creativo del jazz contemporaneo. 
Pubblicato dalle etichette Jando Music e Via Veneto Jazz, il disco nasce anche da una suggestione particolare: un incontro con il compositore Ennio Morricone, che confidò a Tucci quanto apprezzasse le melodie della sua terra. Un’osservazione semplice, ma sufficiente per lasciare un seme destinato a germogliare nel tempo. 

Per dare forma a questo viaggio musicale Tucci, 
batterista tra i più rappresentativi della scena italiana, porta in questo lavoro la maturità di oltre trent’anni di carriera e collaborazioni con artisti tra gli altri come Chet Baker, Kenny Wheeler e Dave Liebmanscegliedo la formula essenziale del trio, affiancato da due musicisti tra i più sensibili della scena italiana: il pianista Claudio Filippini ed il contrabbassista Jacopo Ferrazza. Una formazione che privilegia l’interplay, la libertà espressiva e la costruzione collettiva del suono. 
Il risultato non è un’operazione folkloristica e neppure un semplice tributo alla tradizione. Le melodie popolari diventano piuttosto materia viva, punto di partenza per improvvisazioni, variazioni ritmiche e dialoghi strumentali che trasformano questi canti in veri e propri paesaggi sonori contemporanei. 

Nel corso dell’ascolto emerge chiaramente come Tucci abbia voluto raccontare qualcosa di molto personale: i suoni dell’infanzia, le atmosfere della sua terra, l’eco d'una tradizione che continua a vivere e trasformarsi. Le montagne, il mare Adriatico, i trabocchi ed i paesaggi dell’Abruzzo sembrano affiorare tra le pieghe della musica, evocati più che descritti. 

Il drumming di Tucci rimane uno degli elementi più riconoscibili del suo stile: energico ma sempre raffinato, capace di sostenere il dialogo del trio con sensibilità dinamica e grande attenzione alle sfumature. Con Love Songs from Abruzzo Lorenzo Tucci firma un disco che è allo stesso tempo un ritorno alle radici e una dichiarazione di libertà creativa. La tradizione popolare diventa materia jazzistica, aperta alla reinterpretazione e all’improvvisazione. 

Il trio con Claudio Filippini e Jacopo Ferrazza dimostra grande affiatamento e sensibilità, riuscendo a mantenere sempre un equilibrio tra rispetto del materiale originario e ricerca sonora. 

Un lavoro che parla di identità e memoria, ma che allo stesso tempo si inserisce con naturalezza nel linguaggio universale del jazz.

Ascolta Love Songs from Abruzzo su Spotify 

Tracklist: Vola vola vola; Paese me; Tutte le funtanelle; L'acquabbelle; Mare nostre; Na casetta a La Maiella; Lu 'bbene che j' te vuje; Din don

sabato 31 gennaio 2026

Riccardo Catria & Daniele Del Gobbo - Cantastorie

 Riccardo Catria & Daniele Del Gobbo - Cantastorie

(Encore Music Label - 2026)

 Per Riccardo Catria dopo Mantra's dance nel 2024 ed Orchestral Suite N. 1 di qualche mese fa, nasce dall’incontro con un altro giovane musicista (entrambi già maturi talenti del jazz italiano), Cantastorie, il progetto discografico (già presentato live durante la scorsa estate), che unisce la sua tromba con il pianoforte di Daniele Del Gobbo in un dialogo acustico di rara raffinatezza. Un duo essenziale nella forma ma ricco di sfumature, capace di costruire un universo sonoro intimo, lirico e profondamente evocativo.

I due condividono una visione musicale fondata sull’ascolto reciproco e su un interplay costante, elemento cardine di un progetto che rifiuta l’esibizionismo per privilegiare la narrazione. Il titolo dell’album non è casuale: ogni brano è concepito come un racconto, una piccola storia che prende forma attraverso melodie sospese, dinamiche controllate e un uso consapevole del silenzio.

Pubblicato ieri sulle principali piattaforme e presto disponibile anche in formato fisico, Cantastorie propone un repertorio che alterna composizioni originali e riletture d’autore, spaziando tra jazz, musica classica europea ed improvvisazione contemporanea. 

Tra le otto tracce che lo compongono la rivisitazione di Una furtiva lagrima di Gaetano Donizetti sorprende per l’eleganza cameristica e per la capacità di trasformare un’aria celeberrima in materia sonora intima e moderna, mentre Luiza di Antônio Carlos Jobim apre a suggestioni brasiliane cariche di malinconia e calore. Particolarmente intenso anche l’omaggio con Opening a Kenny Wheeler, figura chiave del jazz europeo, la cui poetica sembra risuonare naturalmente nel linguaggio del duo.

Il disco alterna momenti di lirismo puro a passaggi di improvvisazione più audace, senza mai perdere coerenza narrativa. La tromba di Catria si muove con un suono morbido e talvolta misterioso, mentre il pianoforte di Del Gobbo costruisce spazi armonici profondi, lasciando respirare la musica e guidando il racconto con sensibilità e misura.

Prodotto da Encore Music Label, Cantastorie è è stato registrato alla fine dello scorso ottobre a Perugia e vede la partecipazione come ingegnere del suono di David Giacchè.

Nelle note di copertina è presente un endorsement del trombettista americano Ralph Alessi, che tra l'altro scrive: " ... ammiro il modo in cui questi due musicisti creano brani che oscillano tra il familiare e l'astratto; proprio un bel lavoro di due musicisti di talento ... ", sottolineando la maturità espressiva e la profondità artistica del duo, capace di andare oltre l’età anagrafica, proponendo una visione musicale già pienamente consapevole.

Ma non è soltanto un album, è un’esperienza d’ascolto che invita alla concentrazione e alla condivisione emotiva. Un lavoro che va oltre i confini di genere restituendo alla musica la sua funzione più autentica: raccontare, evocare, creare connessione. Un esordio discografico per il duo di grande eleganza e sostanza che apre prospettive interessanti nel panorama del jazz italiano contemporaneo.

Ascolta Cantastorie su Spotify 

Tracklist: Genesi; Una furtiva lagrima; Invenzione N° 1; Nature boy; Opening; Luiza; The peacocks; Impro 

venerdì 4 luglio 2025

Riccardo Catria - Orchestral Suite N. 1

 Riccardo Catria - Orchestral Suite N° 1


 Riccardo Catria - Orchestral Suite N° 1

(Encore Music Label - 2025)

L’essenza del suono, tra forma e libertà

Non accade spesso di incrociare, quasi per caso, un talento in formazione e ritrovarlo pochi anni dopo al centro della scena, autore di un’opera orchestrale intensa, compiuta, ispirata. È quanto successo con Riccardo Catria, giovane trombettista umbro classe 1999, che da un’apparizione quasi anonima nel 2017 durante gli eventi collaterali della mostra “L’immagine del suono” ha saputo bruciare le tappe ed imporsi come una delle voci più personali della nuova generazione jazzistica italiana.

Con Orchestral Suite No. 1, pubblicata da Encore Music, Catria compie un passo decisivo nel suo percorso artistico: non più soltanto interprete o arrangiatore – ruoli già ampiamente esplorati con la Perugia Big Band ed il quartetto – ma compositore orchestrale a pieno titolo.

Concepita inizialmente come Mediterranean Suite, l’opera assume il titolo definitivo di Orchestral Suite No. 1, in linea con un’estetica che rifiuta la narrazione in favore dell’assoluto musicale. Otto movimenti per un fluire di forme e colori orchestrali dove la musica non accompagna un racconto, è il racconto.

Registrata con la storica Perugia Big Band, sotto la direzione dello stesso Catria, la suite si arricchisce della presenza di ospiti d’eccezione: Jeff Ballard alla batteria, Gabriele Evangelista al contrabbasso, Marta Raviglia alla voce (intesa come puro strumento), Massimo Morganti al trombone e lo stesso Catria alla tromba.

I riferimenti non mancano – in primis Kenny Wheeler e Roy Hargrove, il cui spirito aleggia come un’influenza affettiva oltre che musicale – ma tutto viene rielaborato con una voce personale e lucida, lontana da facili citazioni.

La Orchestral Suite No. 1 si distingue per la cura nella scrittura: strutture contrappuntistiche, ritmiche ibride che toccano lo swing e tempi africani, melodie centrali mai sacrificate sull’altare della sperimentazione.

La voce, privata di testo, si innesta nell’organico come ulteriore timbro, ampliando lo spettro espressivo così che tutto sembra ruotare attorno a un equilibrio delicato; tra rigore compositivo e libertà immaginativa, tra luce e silenzio. Come scrive lo stesso autore:

È un canto senza parole, un frammento di luce che galleggia nel buio, alla ricerca di chi è disposto ad ascoltare con il cuore.”

Questa poetica si riflette anche nell’aspetto visivo del disco. La copertina di Meri Tancredi – un’onda luminosa su sfondo nero – suggerisce eleganza, ignoto, apertura: una metafora perfetta dell’album stesso. Non un’immagine descrittiva, ma uno spazio da abitare con l’immaginazione.

A suggellare l’importanza dell’opera sono le note di copertina firmate da Enrico Rava, che definisce il lavoro come “importante, originale e interessante”. Un’investitura non da poco per un artista ancora giovanissimo, ma già ampiamente riconosciuto anche da maestri del calibro di Paolo Fresu e Massimo Morganti.

Il disco arriva dopo un percorso denso di tappe significative: il Premio Massimo Urbani, il Tomorrow’s Jazz, le finali di Barga Jazz, l’esperienza con la P-Funking Band, i concerti con il quartetto elettrico ed il bellissimo lavoro d’un paio d’anni fa, Mantra’s Dance; e tutto pare confluire in questo lavoro orchestrale che è insieme sintesi e nuovo inizio.

Con Orchestral Suite No. 1, Riccardo Catria non solo entra nella composizione orchestrale contemporanea, ma lo fa da protagonista, con un’opera che guarda al futuro con lo sguardo lucido di chi ha studiato la tradizione ma non la teme. Un disco che non si fa ascoltare passivamente, ma che chiede attenzione, disponibilità e tempo. In cambio, regala bellezza, profondità e musica che sa parlare da sola.

 Ascolta Orchestral Suite No. 1 su Spotify

Tracklist: Movement I; Movement II; Movement III; Movement IV; Movement V; Movement VI; Movement VII; Movement VIII




Bernardo Lanzetti - Inseguendo il Maestro

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