lunedì 27 aprile 2026

Hunka Munka - Demoni e dei

 Hunka Munka - Demoni e dei


 (M.P. Records - 2026)
 
A cinque anni dal precedente Foreste Interstellari tornano gli Hunka Munka, progetto guidato da Roberto Carlotto che nel tempo è diventato sempre più una vera band grazie alla presenza stabile del tastierista e produttore Joey Mauro. Il nuovo album si intitola Demoni e Dei e sviluppa un tema universale: l’eterna contrapposizione tra luce e oscurità, bene e male, con una narrazione musicale che alterna momenti riflessivi ad altri decisamente più energici. Il disco rappresenta anche una sorta di ponte tra passato e presente nella lunga carriera di Carlotto, musicista attivo fin dalla fine degli anni Sessanta. Dopo gli inizi con gruppi come Big 66 e Cuccioli e la collaborazione con Ivan Graziani negli Anonima Sound Ltd., nel 1972 pubblicò il suo primo album solista Dedicato a Giovanna G., disco rimasto nella memoria anche per la particolare confezione dell’LP a forma di WC. Successivamente Carlotto entrò nei Dik Dik come tastierista, rimanendo nella storica formazione dal 1974 al 1977. Non a caso Demoni e Dei recupera alcuni brani di quel periodo, riproposti oggi con arrangiamenti più robusti e attuali. Il disco si apre con Addio dolce Edel, breve introduzione atmosferica che prepara l’ascoltatore al viaggio musicale dell’album. Subito dopo arriva Ossessioni, uno dei brani provenienti dal periodo Dik Dik, qui riproposto con un sound più deciso, dove le tastiere di Mauro e le chitarre di Gianluca Quinto creano una tensione rock molto efficace. Cavalli alati, impreziosita dall’assolo di Andrea Rinaldi, rappresenta uno dei momenti più dinamici del disco, con una struttura che richiama il prog melodico ma con una spinta decisamente hard rock. Il clima cambia con Justine, breve intermezzo che funge quasi da passaggio narrativo tra i brani più strutturati. Con L’aeroplano d’argento si torna direttamente al repertorio storico di Carlotto: il brano mantiene il fascino dell’originale ma viene arricchito da un arrangiamento più moderno e potente. Ancora più suggestiva è Cattedrali di bambù, uno dei momenti più atmosferici dell’album, dove le tastiere costruiscono un paesaggio sonoro quasi cinematografico. Nati sotto una stella solitaria è un altro breve episodio che prepara l’ingresso di La vendetta degli dei, brano che rappresenta uno dei vertici del disco per intensità e costruzione musicale. Qui emerge con forza la direzione artistica di Joey Mauro, capacedi fondere tastiere progressive e impatto rock. Con E lo chiami vivere il disco torna su territori più melodici, mentre Una tranquillità apparente – Il comico triste sviluppa un’atmosfera sospesa e teatrale che arricchisce ulteriormente la varietà dell’album. Il momento centrale del lavoro arriva con Demoni, il brano più lungo della tracklist: oltre sette minuti in cui gli Hunka Munka sviluppano pienamente la loro idea di hard-prog melodico, alternando passaggi più intensi a sezioni di grande respiro musicale. La chiusura è affidata a Danza Macabra, che conclude il disco con un’atmosfera quasi rituale, coerente con il tema portante dell’album. Demoni e Dei è un disco che unisce memoria storica e nuova energia, riportando alla luce alcuni brani del passato di Roberto Carlotto e inserendoli in un contesto sonoro moderno. Un lavoro ricco di atmosfere e di riferimenti al rock progressivo melodico, che conferma la vitalità degli Hunka Munka e la solidità della collaborazione tra Carlotto e Joey Mauro.  
 
Tracklist: Addio dolce Edel; Ossessioni; Cavali alati; Justine; L'aeroplano d'argento; Cattedrali di bambù; Nati sotto una stella solitaria; La vendetta degli dei; E lo chiami vevere; Una tranquillità apparente / Il comico triste; Demoni; Danza macabra
 
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ENGLISH VERSION 
 
Five years after their previous album, Foreste Interstellari, Hunka Munka returns, a project led by Roberto Carlotto that has increasingly become a full-fledged band thanks to the stable presence of keyboardist and producer Joey Mauro. The new album is titled Demoni e Dei (Demons and Gods) and explores a universal theme: the eternal contrast between light and darkness, good and evil, with a musical narrative that alternates reflective moments with decidedly more energetic ones. The album also represents a sort of bridge between past and present in the long career of Carlotto, a musician active since the late 1960s. After starting out with groups like Big 66 and Cuccioli and collaborating with Ivan Graziani in Anonima Sound Ltd., in 1972 he released his first solo album, Dedicato a Giovanna G., an album that has remained in memory also for its unique toilet-shaped LP packaging. Carlotto later joined Dik Dik as keyboardist, remaining with the historic band from 1974 to 1977. It's no coincidence that Demoni e Dei revives some songs from that period, reinterpreting them today with more robust and contemporary arrangements. The album opens with Addio dolce Edel, a brief, atmospheric introduction that prepares the listener for the album's musical journey. Immediately after, "Ossessioni" arrives, one of the songs from the Dik Dik period, presented here with a more assertive sound, where Mauro's keyboards and Gianluca Quinto's guitars create a very effective rock tension. "Cavalli alati," enhanced by Andrea Rinaldi's solo, represents one of the album's most dynamic moments, with a structure reminiscent of melodic prog but with a decidedly hard rock edge. The mood changes with "Justine," a brief interlude that almost acts as a narrative transition between the more structured songs. "L'aereo d'argento" returns directly to Carlotto's classic repertoire: the song retains the charm of the original but is enriched with a more modern and powerful arrangement. Even more evocative is "Cattedrali di bambino," one of the album's most atmospheric moments, where the keyboards construct an almost cinematic soundscape. Born under a solitary star is another short episode that prepares the entrance of La vendetta degli dei, a song that represents one of the album's peaks in terms of intensity and musical construction. Joey Mauro's artistic direction is clearly evident here, blending progressive keyboards with a rock edge. With "E lo chiami vivere," the album returns to more melodic territory, while "Una tranquillo esistente – Il comico triste" develops a suspended, theatrical atmosphere that further enriches the album's variety. The album's pivotal moment comes with "Demoni," the longest track on the tracklist: over seven minutes in which Hunka Munka fully develop their concept of melodic hard prog, alternating more intense passages with sections of greater musical breadth. "Danza Macabra" closes the album with an almost ritualistic atmosphere, consistent with the album's underlying theme. "Demoni e Dei" is an album that combines historical memory and new energy, bringing to light some of Roberto Carlotto's past songs and placing them in a modern sonic context. A work rich in atmosphere and references to melodic progressive rock, it confirms the vitality of Hunka Munka and the solidity of the collaboration between Carlotto and Joey Mauro.

Tracklist: Addio dolce Edel; Ossessioni; Cavali alati; Justine; L'aeroplano d'argento; Cattedrali di bambù; Nati sotto una stella solitaria; La vendetta degli dei; E lo chiami vevere; Una tranquillità apparente / Il comico triste; Demoni; Danza macabra

 


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