Raraovis - Ne sveleremo l'essenza
(Lizard - 2025)
C’è un ambizioso equilibrio, fragile e prezioso, nel disco
d’esordio dei RaraOvis — il progetto da studio del compositore
italo-australiano Leonardo Pegoraro. Ne sveleremo l’essenza non è
solo un album, ma un vero itinerario sonoro e filosofico: un concept
che affronta l’Eros come percorso dialettico, capace di mutare,
ferirsi, espandersi ed infine rivelare la propria natura più
luminosa.
Nato nel 2021 e cresciuto sotto la cura
produttiva di Matteo Ricci e la direzione
artistica di Fabio Zuffanti, il lavoro dichiara fin da subito la sua
vocazione: un rock progressivo colto, contaminato, intriso di ricerca
timbrica e narrativa. È Zuffanti stesso a orientare la struttura
generale, spingendo verso una grande suite conclusiva che raccoglie e
sublima i temi disseminati lungo le prime quattro tappe. Il disco si apre con suggestioni “orientaleggianti”, rese ancor
più insolite da un elemento sorprendente: un assolo di campane
tibetane, probabilmente un unicum nella storia recente del prog. Da
qui prende avvio un percorso che mette in scena le metamorfosi del
sentimento amoroso, dalla fragilità dei Primi passi al fuoco di
un’infatuazione non ricambiata (Sento calore), dalla rivelazione
della passione eterna (Luci a mandorla) al dubbio della sua caducità
(I contorni dell’alba). Il viaggio culmina nel brano eponimo, Ne
sveleremo l’essenza, dove l’Eros si trasfigura in ricerca di
conoscenza, facendo eco al pensiero platonico-socratico: il desiderio
come mancanza che muove verso l’alto.
Il merito
dell’efficacia narrativa risiede anche negli arrangiamenti di
Pegoraro, ricchi di tastiere stratificate, controtempi mai ostentati
e soluzioni sinfoniche che dialogano con delicatezza con elementi di
sperimentazione, minimalismo e rock. La presenza di dodici musicisti rende l’album un vero affresco
corale. Le voci – l’eleganza inconfondibile di Fabio Cinti,
raffinato interprete battiatesco, e la limpida intensità di Irene Manca – costruiscono un dialogo continuo, sovrapponendosi o
alternandosi come personaggi interiori dello stesso viaggio
emotivo. Le tessiture strumentali sono impreziosite dal
pianoforte lirico e narrativo di Luca Scherani e dalla batteria
creativa, quasi conversazionale, di Andrea Orlando. Costante e
fondamentale il basso di Giulio Gaietto, capace di passare dalla
delicatezza al vigore. Ricci, oltre a firmare parte delle chitarre e
l’intero impianto sonoro (soundscaping, registrazioni, missaggio),
porta nel progetto una cura maniacale per il dettaglio.
Completano
l’ensemble gli interventi di Massimo Montarese e Marco Topini alle
chitarre, classiche o elettriche a seconda delle atmosfere; le corde
dolci e narrative di Osvaldo Loi; il flauto traverso di Mauro Serpe
che apre l’album come un soffio primordiale; e, nella suite finale,
il piccolo ma incisivo ensemble di fiati diretto da Jacopo Gabutto,
quasi a chiudere simbolicamente un cerchio iniziatico. Ne sveleremo l’essenza è un lavoro che si inserisce nella grande
tradizione del prog italiano romantico; l’album non teme la complessità, né rinuncia
alla melodia: preferisce piuttosto unire i due poli, con momenti di
sospensione, improvvisi guizzi stilistici, aperture sinfoniche,
scorci orientali e tocchi narrativi che ricordano il cinema più
evocativo.
Il risultato è un disco elegante che cattura l’attenzione dell’ascoltatore con le sue
curve improvvise ed i suoi paesaggi sonori avvolgenti.
Un
debutto destinato a lasciare traccia; non solo per la
qualità della scrittura, ma per la capacità di trasformare un tema
antico come l’amore in un’esperienza musicale strutturata,
moderna e profondamente sentita.
Ascolta Ne sveleremo l'essenza su Spotify
Tracklist: Primi passi; Sento calore; Luci a mandorla; I contorni dell'alba; Ne sveleremo l'eesenza

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