lunedì 15 dicembre 2025

Raraovis - Ne sveleremo l'essenza

 Raraovis - Ne sveleremo l'essenza

  Raraovis - Ne sveleremo l'essenza

(Lizard - 2025)

C’è un ambizioso equilibrio, fragile e prezioso, nel disco d’esordio dei RaraOvis — il progetto da studio del compositore italo-australiano Leonardo Pegoraro. Ne sveleremo l’essenza non è solo un album, ma un vero itinerario sonoro e filosofico: un concept che affronta l’Eros come percorso dialettico, capace di mutare, ferirsi, espandersi ed infine rivelare la propria natura più luminosa. 
Nato nel 2021 e cresciuto sotto la cura produttiva di Matteo Ricci e la direzione artistica di Fabio Zuffanti, il lavoro dichiara fin da subito la sua vocazione: un rock progressivo colto, contaminato, intriso di ricerca timbrica e narrativa. È Zuffanti stesso a orientare la struttura generale, spingendo verso una grande suite conclusiva che raccoglie e sublima i temi disseminati lungo le prime quattro tappe. Il disco si apre con suggestioni “orientaleggianti”, rese ancor più insolite da un elemento sorprendente: un assolo di campane tibetane, probabilmente un unicum nella storia recente del prog. Da qui prende avvio un percorso che mette in scena le metamorfosi del sentimento amoroso, dalla fragilità dei Primi passi al fuoco di un’infatuazione non ricambiata (Sento calore), dalla rivelazione della passione eterna (Luci a mandorla) al dubbio della sua caducità (I contorni dell’alba). Il viaggio culmina nel brano eponimo, Ne sveleremo l’essenza, dove l’Eros si trasfigura in ricerca di conoscenza, facendo eco al pensiero platonico-socratico: il desiderio come mancanza che muove verso l’alto. 

Il merito dell’efficacia narrativa risiede anche negli arrangiamenti di Pegoraro, ricchi di tastiere stratificate, controtempi mai ostentati e soluzioni sinfoniche che dialogano con delicatezza con elementi di sperimentazione, minimalismo e rock. 
La presenza di dodici musicisti rende l’album un vero affresco corale. Le voci – l’eleganza inconfondibile di Fabio Cinti, raffinato interprete battiatesco, e la limpida intensità di Irene Manca – costruiscono un dialogo continuo, sovrapponendosi o alternandosi come personaggi interiori dello stesso viaggio emotivo. Le tessiture strumentali sono impreziosite dal pianoforte lirico e narrativo di Luca Scherani e dalla batteria creativa, quasi conversazionale, di Andrea Orlando. Costante e fondamentale il basso di Giulio Gaietto, capace di passare dalla delicatezza al vigore. Ricci, oltre a firmare parte delle chitarre e l’intero impianto sonoro (soundscaping, registrazioni, missaggio), porta nel progetto una cura maniacale per il dettaglio. 
Completano l’ensemble gli interventi di Massimo Montarese e Marco Topini alle chitarre, classiche o elettriche a seconda delle atmosfere; le corde dolci e narrative di Osvaldo Loi; il flauto traverso di Mauro Serpe che apre l’album come un soffio primordiale; e, nella suite finale, il piccolo ma incisivo ensemble di fiati diretto da Jacopo Gabutto, quasi a chiudere simbolicamente un cerchio iniziatico. Ne sveleremo l’essenza è un lavoro che si inserisce nella grande tradizione del prog italiano romantico; l’album non teme la complessità, né rinuncia alla melodia: preferisce piuttosto unire i due poli, con momenti di sospensione, improvvisi guizzi stilistici, aperture sinfoniche, scorci orientali e tocchi narrativi che ricordano il cinema più evocativo.
Il risultato è un disco elegante che cattura l’attenzione dell’ascoltatore con le sue curve improvvise ed i suoi paesaggi sonori avvolgenti. 
Un debutto destinato a lasciare traccia; non solo per la qualità della scrittura, ma per la capacità di trasformare un tema antico come l’amore in un’esperienza musicale strutturata, moderna e profondamente sentita.

Ascolta Ne sveleremo l'essenza su Spotify

Tracklist: Primi passi; Sento calore; Luci a mandorla; I contorni dell'alba; Ne sveleremo l'eesenza

 

 





 

 

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